Morano Osteria è un piccolo centro situato su una delle colline che compongono l’appennino umbro-marchigiano a circa 700 mt. sul livello del mare.
A circa 20 Km. dalla città di S. Francesco e 10 Km. da Gualdo Tadino (Città della Ceramica), è posto al confine tra quattro comuni: Valfabbrica, Gualdo Tadino, Assisi, Nocera Umbra. Questa sua particolare posizione geografica ha fatto si che, nel tempo, costituisse una propria specificità nella tradizione popolare locale.

Piccola storia
Nel medioevo fu feudo dei conti di Morano. Nel 1050 vi era signore Pietro Degli Atti di Foligno, fratello di Atto, vescovo di Foligno e i documenti più remoti di Moranum si trovano fin dal 1235, negli atti del ducato di Spoleto, che aveva la diretta giurisdizione del villaggio (Liber censuum di Cencio Camerario).
Al principio del secolo XIV, il territorio di Morano, fino a Montecchio, Voltole, Collemincio, era conteso fra Gualdo e Assisi, che asseriva appartenere da tempo immemorabile all’ospedale di Assisi. La questione restò per lungo tempo discussa, con scambi di offese e danneggiamenti, finche fu risolta dal tribunale del ducato.
Nel 1525 fu pure risolta la questione analoga con Perugia per i confini tra Morano e Casacastalda (allora dipendente da Perugia).
Nel 1547 fu stipulato un patto per il libero pedaggio dei perugini a Morano e dei gualdesi a Casacastalda. Per questo, Morano fu sollevato pure da alcuni balzelli, che furono reintegrati nel 1552.
Nel censimento dei primi del ’600 vi erano 12 famiglie con 127 anime, mentre a San Giovanni di Morano (chiamato fino al 1700 Catigliano) ce ne erano 14 con 122 anime.
La zona alquanto impervia, al confine tra i comuni di Assisi e Gualdo, fu sede cara ai briganti per molti secoli: il famoso Cinicchia era moranese.
Nel 1833 Morano aveva 289 abitanti, nel 1873 ne aveva 416, nel 1921 ne aveva 1016.
La chiesa di Santa Maria di Monte Rampone è ricordata in un documento del 1333 per le decime imposte da Giovanni XXII. Nel 1473 Sisto IV autorizzò il rettore della chiesa a permutare i terreni con l’abate di San Pietro in Val di Rasina: era pievania e parrocchia. Nel 1573 la piccola parrocchia fu fusa con quella di San Giovanni di Catigliano e Santa Lucia di Peritolo.
Sull’altare della chiesa di Santa Maria c’era una preziosa icone, distrutta dall’incendio nel 1694. Della chiesa di San Giovanni Evangelista si ha notizia che nel 1169 era di giurisdizione dell’abbazia di San Benedetto di Gualdo. Così nel 1188.
Nel 1633 è nominata per le decime a Giovanni XXII. Non figura come chiesa parrocchiale fino al 1573. La chiesa fu via via ampliata e restaurata:1871, 1891, 1922. Nel 1742 il vescovo fece cancellare le picturas indecentes, che coprivano le pareti. Altra chiesa è San Giuseppe, sorta nel 1733.
Andò via via deteriorando e fu ridotta a fienile; nel 191l fu ripristinata dalla famiglia Tini. La chiesa della Vergine del Rosario, costruita nel 1702, funzionò solo un secolo. La chiesa di Santa Maria Assunta, sorse nel 1707 per comodità degli abitanti di Casa Tini; sull’altare fu posta la tela con Madonna e Bambino, San Francesco e Santa Chiara: un quadro miracoloso.
Attorno alla chiesa si sviluppò poi il paese di Morano Madonnuccia. La chiesa di San Facondino e quella di San Paolo, costruite nel secolo XIV, scomparvero nel secolo XVII. Nella zona furono rinvenuti reperti dell’uomo preistorico (ossa e silici).
Sagra della bruschetta
Si svolge nell’ultimo fine-settimana d’agosto frequentata da i numerosi poeti in ottava rima locali che danno spettacolo con le loro improvvisazioni e i cosiddetti canti a dispetto.

Mostra della civiltà contadina
Esposizione permanente contenente tutti gli strumenti di lavoro dei contadini del posto, la struttura che la ospita ricostruisce una abitazione tipica (dalla camera da letto alla cucina alla stalla) ed è forse la più ricca testimonianza di raccolte di questo tipo.











Ciao, vorrei chiederti un favore: mi sono avvicinato da poco a questo tipo di argomenti (anche grazie alle musiche di Eugenio Bennato). Volevo chiederti qualche titolo di libri sull’argomento Briganti e simili (io conosco solo L’eredità della priora di Alianello). Grazie… ciao.
* Titolo: La veridica e fantasiosa storia del brigante Cinicchia
* Autore: Corelli Walter
* Editore: Era Nuova
* Edizione: 2
* Data di Pubblicazione: 2002
* Collana: Storie e microstorie.Sez. Storia e avven
* ISBN: 8885411649
* Pagine: 216
Grazie per la pronta risposta.
Ciao, ti ho scoperto solo oggi, a mezz’ora dalle ferie… vorrà dire che questo blog sarà la mia lettura al ritorno dalle stesse.. buon lavoro!
da moranese quale sono mi suona strano trovare un sito che narri la storia del piccolo paesello che ha cullato la mia infanzia. complimenti per l’iniziativa
volevo fare un saluto a sabrina che so ke sei di queste zone
ciao sabri un giorno ti verrò a salutare
di persona